ALIMENTAZIONE ANTINFIAMMATORIA

 

Combattere gli stati infiammatori è il primo tra i comportamenti preventivi e significa

non trascurare e risolvere le piccole patologie fonte di infiammazione cronica,

evitare gli alimenti che producono infiammazione e privilegiare quelli con azione antinfiammatoria,

identificare e risolvere eventuali intolleranze alimentari che provocano infiammazione da cibo e impegnano inutilmente il sistema immunitario

 

Infiammazione


 

– L’infiammazione, intesa come attivazione della reazione immunitaria, caratterizza quasi tutti gli stati di malattia o di malessere. È una reazione di difesa dell’organismo, una risposta giusta a cause esterne e in genere è meglio non contrastarla con mezzi violenti.

Quando però infiammazione dura troppo a lungo o diventa cronica è essa stessa causa di malattia, e dobbiamo aiutare il corpo a trovare il suo equilibrio.


uno stato infiammatorio prolungato ci rende più vulnerabili alla malattia e stressa il nostro sistema immunitario. L’infiammazione è come una sorta di cavallo di troia attraverso il quale la malattia può più facilmente intaccare il nostro organismo.


– L’alimentazione antinfiammatoria  quindi dovrà essere attenta per prima cosa a ridurre i cibi che favoriscono l’infiammazione.

                    


     

                                                      gli alimenti che favoriscono l’infiammazione sono:


i cibi di provenienza animale (ad eccezione del pesce che contiene omega 3 che hanno azione antinfiammatoria) e in particolare carni, insaccati, uova, formaggi.

– La ragione è che le carni, bianche o rosse, e i formaggi sono ricchi di una sostanza, l’acido arachidonico, da cui l’organismo sintetizza alcune sostanze infiammatorie: le prostagliandine. Le carni conservate inoltre possono favorire l’infiammazione perché contengono nitriti.


–  i cibi cui siamo in qualche modo intolleranti, che provocano infiammazione da cibo e stressano inutilmente il sistema immunitario.

– Di solito hanno livelli ematici rivelatori dell’infiammazione (per esempio il valore della proteina C reattiva che aumenta in caso di infiammazione) in particolare le persone che consumano abitualmente carni, carni conservate, uova, patatine fritte, snack salati, grassi idrogenati, formaggi grassi, dolciumi, bevande zuccherate, pasta e farine raffinate.


 

Hanno generalmente livelli bassi di infiammazione coloro che preferiscono cereali integrali, frutta secca, verdura verde, frutta e te e evita gli zuccheri e le farine raffinate che alzano la glicemia.


 

– La glicemia alta è un altro fattore di rischio infiammazione


– Oltre ad evitare gli alimenti infiammatori è ovviamente utile assumere cibi con proprietà antinfiammatorie.


                                           

                                                    gli alimenti con proprietà antinfiammatorie sono:

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il riso integrale è il cereale più indicato per una alimentazione antinfiammatoria, perché contiene specifiche sostanze non presenti nel riso bianco, come la trichina, che contrastano l’insorgere dei processi infiammatori
Quando c’è uno stato infiammatorio acuto il dott. Berrino consiglia, e io sono d’accordo con lui, di consumare solo riso integrale per alcuni giorni, eventualmente condito con un po’ di gomasio o di semi di zucca


 

 

– tutti i cibi ricchi di grassi insaturi del tipo omega 3 sono utili per ridurre l’infiammazione: pesce grasso come l’azzurro, pesce dei mari freddi (tutti ricchi di un sostanza da cui l’organismo sintetizza le prostagliandine, i precursori dell’infiammazione).

Anche molti vegetali contengono omega 3: semi di lino, erba porcellana, noci, soia, semi di zucca. Tra gli oli ne è ricco quello di lino spremuto a freddo, l’olio di perilla, abbastanza anche l’olio d’oliva e quello di riso. Altri oli di semi contengono invece omega 6, infiammatori.

– Per chi vuole mangiare carne di gallina o uova, meglio limitarsi a polli liberi di razzolare che mangiano erbe selvatiche, condendoli poi con curcuma, zenzero, cumino, origano, cannella.

 



 

 

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curcuma e zenzero dovrebbero essere utilizzati ogni giorno perchè prevengono il rilascio dei mediatori dell’infiammazione e inibiscono le prostagliandine infiammatorie


– anche le cipolle specie le rosse (che contengono quercetina), farle appassire per disperdere i composto solforati


– i mirtilli (per il loro contenuto di antocianine) e le prugne (meno gli altri frutti di bosco) creano un ambiente basico che va a contrastare l’ambiente acido degli stati infiammatori


vit. E, presente nei cereali integrali, nell’olio extra vergine di oliva, e negli oli di semi spremuti a freddo è un potente antiossidante

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borragine contiene un acido precursore delle prostagliandine antinfiammatorie

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